| "Il
Regno di Dio è in voi" |
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Quest'opera
rappresentò indubbiamente il suo primo
grande incontro col pensiero di Tolstoi. Ci
pare superfluo sottolineare l'importanza di
questo incontro per la cultura moderna, oseremo
dire, per il destino della civiltà moderna.
Ma lasciamo parlare Gandhi stesso:
"Quarant'anni
fa, mentre attraversavo una grave crisi di scetticismo
e dubbio, incappai nel libro di Tolstoi Il regno
di Dio è dentro di noi, e ne fui profondamente
colpito. A quel tempo credevo nella violenza.
La lettura dei libro mi guarì dallo scetticismo
e fece di me un fermo credente nell'ahimsá.
Quello che più mi ha attratto nella vita
di Tolstoi è il fatto che egli ha praticato
quello che predicava e non ha considerato nessun
prezzo troppo alto per la ricerca della verità.
Fu l'uomo più veritiero della sua epoca.
La sua vita fu una lotta costante, una serie
ininterrotta di sforzi per cercare la verità
e metterla in pratica quando l'aveva trovata.
Non cercò mai di nascondere o attenuare
la
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verità,
ma la presentò al mondo nella sua integrità,
senza equivoci o compromessi, senza lasciarsi
mai scoraggiare dal timore di qualche potenza
terrena. Fu il più grande apostolo della
non-violenza che l'epoca attuale abbia dato.
Nessuno in Occidente, prima o dopo di lui, ha
parlato e scritto della non-violenza così
ampiamente e insistentemente, e con tanta penetrazione
e intuito. Andrei ancora oltre e direi che l'eccezionale
sviluppo che egli diede a questa dottrina sconfessa
l'attuale interpretazione ristretta e mutilata
datane dai seguaci dell'ahimsá in questo
nostro Paese. Nonostante l'orgogliosa pretesa
dell'India di essere il karmabbumi, il paese
della realizzazione, e nonostante alcune delle
più grandi scoperte nel campo dell'ahimsa
fatte dai nostri antichi saggi, quello che oggi
passa tra noi sotto il nome di ahimsa ne è
spesso un travestimento. La vera ahimsa dovrebbe
significare libertà assoluta dalla cattiva
volontà, dall'ira, dall'odio, e un sovrabbondante
amore per tutto. La vita di Tolstoi, con il
suo amore grande come l'oceano, dovrebbe servire
da faro e da inesauribile fonte di ispirazione,
per inculcare in noi questo vero e più
alto tipo di ahimsa."
"GANDHI: "Antiche come le montagne".
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| "Confessione" |
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Sono
stato battezzato e educato nella fede cristiana
ortodossa. Me la insegnarono fino dall'infanzia
e durante tutto il periodo della adolescenza e
della prima giovinezza. Ma quando, a diciotto
anni, abbandonai l'università al secondo
corso, io non credevo ormai più a nulla
di quello che mi avevano insegnato. A giudicare
da alcuni ricordi, non ho neanche mai creduto
seriamente, avevo soltanto fiducia in quello che
mi insegnavano e in quello che professavano davanti
a me i grandi; però quella fiducia era
molto vacillante. Quando avevo undici anni, un
ragazzo, che è morto da molto tempo, Volondin'ka
M., il quale studiava in un ginnasio, venendo
a passare una domenica da noi ci annunziò,
come ultima novità, la scoperta che aveva
fatto al ginnasio. La scoperta consisteva in questo,
che Dio non c'è e che tutto quel che ci
insegnano non sono altro che frottole (questo
accadeva nel 1838). |
| Ricordo
che i miei fratelli maggiori si interessarono
a questa novità e chiamarono a consulto
anche me. Noi tutti, ricordo, ci animammo molto
e accogliemmo questa notizia come qualcosa di
molto interessante e di possibilissimo. Ricordo
anche che, quando mio fratello maggiore Dimitrij,
mentre era studente all'università, improvvisamente,
con la passionalità propria della sua natura,
abbracciò la fede e cominciò ad
assistere a tutti i servizi divini, a digiunare,
a condurre una vita pura e morale, noi tutti,
e anche i più anziani, in continuazione
lo mettevamo in ridicolo e, chi sa poi perché,
lo soprannominammo Noè.......... |
| "L'arte
di amare" |
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......Questo
concetto di amore per se stessi può essere
sintetizzato citando questa massima di Meister
Eckhart: "Se ami te stesso, ami gli altri
come ami te stesso. Finché amerai un'altra
persona meno di te stesso, non riuscirai mai ad
amare te stesso, ma se ami tutti nello stesso
modo, compreso te stesso, li amerai come una persona,
e quella persona è sia Dio sia l'uomo.
È grande e giusto chi, amando se stesso,
ama in ugual modo il suo prossimo. "
Meister Eckhart .
Nessuno
schiocco è prodotto da una mano, senza
l'altra. Il giudizio divino ci rende amanti
l'uno dell'altro. A causa di questo precedente
ordinamento, ogni parte del mondo è appaiata
col suo maschio. Secondo il saggio, il Cielo
è uomo e la Terra donna: la Terra nutre
ciò che il Cielo lascia cadere. Quando
in Terra manca il calore, il Cielo lo manda;
quando essa ha perso la sua freschezza, il Cielo
la ristora. Il Cielo la circonda come un marito
la moglie. E la Terra, solerte come moglie,
genera e nutre ciò che ha prodotto. Consideriamo
Terra e Cielo |
| come
dotati d'intelligenza, poiché essi compiono
il lavoro di esseri intelligenti. A meno che non
traggano piacere l'uno dall'altro, perché
si stringono come amanti? Senza la Terra, come
fiorirebbero il fiore e la pianta? Cosa produrrebbe
l'acqua o il calore del Cielo? Come Dio insinua
il desiderio nell'uomo e nella donna al fine che
il mondo sia perpetuato dalla loro unione. Così
egli ha suscitato in ogni particella del mondo
il desiderio di un'altra particella. Giorno e
Notte sono nemici, apparentemente; tuttavia entrambi
servono a uno scopo. Ognuno in amore con gli altri
per perfezionare il reciproco lavoro. |
| "Essere
o Avere" |
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La
modalità essenziale dell'avere, incentrata
sulla brama di possesso di oggetti e di potere,
sull'egoismo, lo spreco, l'avidità e
la violenza-opposta alla modalità esistenziale
dell'essere, basata sull'amore, la gioia di
condividere, l'attività autenticamente
produttiva e creativa, della quale hanno parlato
i grandi maestri di vita e di pensiero, da Gesù
a Buddha, da Tommaso d'Aquino a Spinoza e Maestro
Eckhart, a Marx e Albert Schweitzer-, domina
nel mondo contemporaneo, e sta portando l'umanità
alla catastrofe. La grande illusione che il
progresso industriale e tecnologico illimitato
portasse la felicità per tutti, attraverso
la soddisfazione di tutti i desideri, e ristabilisse
la pace sociale e l'armonia dell'uomo con la
natura , è orami incontestabilmente fallita.
L'uomo contemporaneo è diventato un ingranaggio
dell'immensa macchina burocratica, alienato,
manipolato dall'industria, dai mass media, dai
governi, esposto ai pericoli ecologici e al
rischio di conflitti nucleari, psicologicamente
depresso, i
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| solato,
angosciato, preda di impulsi distruttivi. Partendo
da un'acuta e lucidissima analisi dei mali universali
della nostra epoca, Erich Fromm delinea in quest'opera
una nuova etica, e la possibilità di un
diverso atteggiamento dell'Uomo nuovo verso la
natura e la società. Erich Fromm (Francoforte
1900 - Locarno 1980) ha studiato alle Università
di Heidelberg e di Monaco e all'Istituto di psicoanalisi
di Berlino. Con Adorno, Horkheimer, Marcuse e
altri ha lavorato nell'ambito del famoso Institut
für Sozialforschung di Francoforte. È
vissuto negli Stai Uniti dal 1934, ha insegnato
al Bennington College, alla Columbia, Michigan
e Yale Università, oltre che all'Università
nazionale del Messico. È uno dei maestri
della psicoanalisi. Tra le sue opere più
famose tradotte in italiano: psicoanalisi della
società contemporanea, Fuga dalla libertà,
L'arte di amare, Marx e Freud. In edizione Mondadori:
L'arte d'amare (1967), la crisi della psicoanalisi
(1971), Anatomia della distruttività umana
(1975), Grandezza e limiti del pensiero di Freud
(1979). |
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