Metodo
e dati:
Oltre alle "osservazioni" -
più o meno pilotate e/o ben riferite -
oltre ai "dati sperimentali" - più
o meno ben impostati, accertati e descritti -
la Scienza può anche valersi di DOCUMENTI
inoppugnabili in se stessi, il cui contenuto è
cioè di per sé così esplicito
da non richiedere che di venir raccolto e divulgato.
Sono casi rari e fortunati - e questo che qui
viene presentato - lo è. Non c'è
alcun motivo di aggiungere commenti o pseudointerpretazioni
a un testo che parla da solo con tanta chiarezza:
ogni argomentazione in merito sarebbe soltanto
polverone che ne opaca il nitore. Aggiungerò
invece alcune precisazioni metodologiche e integrerò
i dati del testo scritto con alcune frasi (verbalmente
aggiunte e da me trascritte testualmente) della
protagonista ("la bambina dell'incubatrice"
del titolo, che è quindi il VERO autore
dell'articolo) e della co-protagonista, cioè
di sua madre. Sarebbe bello potersi definire "tecnici
della salute" invece che "medici"
e mettere a disposizione le proprie competenze
tecniche nell'affiancare la grande e dinamica
varietà delle situazioni della SALUTE,
invece che limitarsi a sciogliere o - peggio -
a contenere i grovigli monotoni della malattia.
E per quel che mi riguarda, la parte di lavoro
e di ricerca a cui mi dedico più volentieri
è quella fisiologica" di rivalutazione,
chiarificazione e assecondamento dell'evolversi
degli SVILUPPI personali e degli sviluppi dei
vissuti emozionali. Per quanto possa e mi si offra
l'occasione, mi è gradito poter seguire
queste varietà di esistenze in evoluzione
nel corso degli anni e delle generazioni. In un'occasione
di questo genere - di tipo "fisiologico"
- ho conosciuto la signora E.G.L. e mi sono trovata
ad affiancarne le vicende personali e familiari,
specialmente per quel che riguarda gli sviluppi
dei figli, Silvano e Valeria. Nel luglio del 1986,
al termine di un colloquio che verteva su tutt'altro
argomento e su tutt'altre persone della famiglia,
la signora E.G.L. mi disse: Valeria ha fatto un
esame di quinta elementare molto brillante ed
è tutta contenta, ma mi ha anche dato l'incarico
di aggiungere una domanda personale: fin da quando
si ricorda, cioè da molto piccola le dà
molto fastidio e paura il rumore tipo ticchettio
(cosa di cui approfitta il fratello quando vuole
farla arrabbiare). Ma la domanda importante da
farle, riguarda un INCUBO ricorrente che si collega
con questo fastidio-paura: "una faccia grande
di donna - sorridente di un sorriso malvagio -
che si avvicina e le fa del male". - Le ho
chiesto se potevo essere io, la mamma, ma Valeria
mi ha risposto che: "No, tu sei bruna e la
donna cattiva è invece bionda".
La madre rievocava le difficoltà della
nascita e delle prime settimane di Valeria: -
La vedo di là dai vetri con un faccino
così triste, ma cosi triste. Possibile
che non me la lascino portare a casa? - Finalmente
ho firmato e ho ottenuto di riprendermela. Comincia
ad avere un visetto più disteso ma vomita
ancora... E finalmente ... (!) con quest'altro
latte in polvere mangia tanto e volentieri, non
vomita mai ed è tutta allegra e socievole.
In base a questi fatti concreti e reali, proposi
allora alla madre di riferire alla ragazzina che
i brutti sogni avrebbero potuto essere dei precisi
ricordi del periodo passato in INCUBATRICE (per
la precisione: tenda a ossigeno e culla termostatica).
Quindici giorni dopo, mentre sinceramente pensavo
solo all'altro argomento e non ai brutti sogni
di Valeria, E.G.L. mi disse ex abrupto e con tono
trionfante: - L'abbiamo proprio azzeccata! Era
proprio l'incubatrice! Valeria mi ha raccontato
bene l'ultimo degli incubi... E piangeva, piangeva,
era tutta disperata e diceva: "cosa voleva
farmi quella signora? ... Cosa mi voleva fare?
mi voleva far del male?" e giù a piangere
... Proposi allora - dato anche che Valeria disegna
molto bene e con molta disinvoltura - di invitarla
a disegnare quest'incubo per meglio scaricarselo
di dosso, ma la ragazzina fece molto di più:
ormai rasserenata e consapevole, descrisse con
cura ogni particolare dell'incubo. (vedi illustrazioni
allegate). A completamento di questi dati aggiungerò
ancora alcune precisazioni fornitemi da madre
e figlia e le trascrivo fedelmente. - Valeria:
li colore giallo dei capelli della donna dei disegno
non è giusto: erano di un "biondo
vecchio" ... un po' arancione con dei filetti
di grigio. E forse non proprio così: un
po' più ricciolina... - E.G.L.:
Valeria è nata nella Clinica Universitaria
domenica 19 gennaio 1975 alle 23. Pare che un
polmone 'non si fosse aperto bene' e la bambina
'non aveva gridato'. Pesava 2750 grammi e nei
primi dieci giorni là dentro era diventata
2200. È stata quindici giorni in Ospedale:
'davano udienza' soltanto lunedì e venerdì
e si poteva solo 'vederli'. Il venerdì
dopo il parto mi ero trascinata a vederla: era
già in culla termostatica. In proposito
posso presentare i dati delle cartelle cliniche
di madre e figlia dalle quali risultano complicazioni
post-partum abbastanza serie per la madre, ma
niente di patologico per la bambina - Apgar 9,
Rx torace: reperto normale(!!!). E ancora [E.G.L.
attualmente lavora part-time il pomeriggio]: -
Adesso prendo, vado a lavorare, lei arriva da
scuola e io esco, e mi viene un 'magone', un dispiacere.
C'è proprio quel lasciarla e io andar via
immediatamente, proprio quel lasso di tempo che
c'era là. Era assurdo star di più,
non serviva. non si poteva parlare con i dottori,
non si poteva più di cinque minuti al massimo.
Adesso... oh, che mi è venuto in mente
proprio adesso che questo mio star male quando
vado via... Star male? beh, una sensazione non
piacevole, via! È collegata ad allora che
non potevo portarmela via. L'avrei strappata via,
ma non si poteva, c'era il vetro di mezzo. Valeria
in un altro momento (e con aria insolitamente
arcigna): lo ero là dentro perché
'non respiravo'? lo? lo non respiravo? Uhm ...
sarà... E le cartelle cliniche - che sono
in mio possesso - confermano anche questa sensazione-ricordo
soggettiva: nata a termine da parto spontaneo,
Apgar 9, Rx torace: reperto normale, mentre l'esame
obbiettivo neonatologico descrive - direi - poi
soltanto... una bambina molto infreddolita!!!
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