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Considerazioni e conclusioni :
Le verità - scientifiche - chiarificanti e operative, spesso non sono affatto cose nuove: sono soltanto verità ovvie e palesi ma MAI dette. Ma una volta dette divengono DATI TECNICI la cui conoscenza dovrebbe divenire patrimonio generale, o in altri termini, ribaltando la questione: la disinformazione rispetto ai quali sarebbe IGNORANZA C la negazione dei quali vera e propria superstizione (come afferma da "vero scienziato" - Claude Bernard). I dati tecnici in quanto tali sono strumenti operativi e il non tenerne conto connota quello che in termini legali si chiama "negligenza, ignoranza, imperizia". Alcuni studi (ad esempio A. Hernandez Jimenez, C. De La Cal Alvarez, C. Hernandez Malye, M. Hernandez Malye, Déficience mentale pour causes périnatales, P. P. 0. et rapports parents-enfants, "Bulletin Officiel de la Société Française de Psycho-prophilaxie Obstetricale", II° trimestre 1986, n.105, pag.23 e sgg., vedi anche bibliografia allegata) pongono l'accento sulle possibili conseguenze gravi - deficienza mentale - derivanti dall'aver trascurato gli aspetti relazionali di una terapia intensiva come quella praticata ai prematuri. Fortunatamente non sempre le disgrazie provocano conseguenze mutilanti: ma non per questo si ha il DIRITTO di allentare la vigilanza. E vero che i rapporti interpersonali e gli affetti sono in sé importantissimi: sono anzi talmente carichi di valenze energetiche da essere capaci, anche solo in quanto tali, tanto di distruggere ("far morire di crepacuore!"), quanto di compensare e talvolta di ricostruire (come in questo caso). Ma al di qua del mutilante, e ben più basale del relazionale affettivo ("basale" nel senso di basilare, di fondante, di "principio organizzatore") c'è il soggettivo contingente, c'è il personale intimo con le sue sensazioni e emozioni, ci sono il piacere e c'è la sofferenza: di essi si deve aver RISPETTO altrimenti si commettono "ABUSO E VIOLENZA" che sono e restano tali anche se non si protrarranno nel tempo, cronicizzando sofferenze, instaurando disadattamenti c/o tarpando possibilità. "Abuso e violenza" cioè restano tali anche se si esauriscono nell'episodio contingente e come conseguenze successive lasciano soltanto sporadici incubi. - Lei crede che il bambino senta? - gli chiedo. Il professore risponde senza esitazione: - Mi dispiace non riesco nemmeno a immaginare una simile eventualità. (ancora dalla citazione iniziale di R.Laing) - Avete mai pensato per esempio (io l' ho pensato solo perché me lo ha fatto capire un mio assistente che, senza saperlo, assomiglia un po' a Rezza) che tutte le piccole e grandi crudeltà di una volta, l'orario delle visite, il bambino separato dalla mamma, in reparto o nel nido, la degenza fino a risoluzione completa del paziente, il preferire le infezioni crociate nosocomiali al piccolo e sano rischio di un dimissione precoce, erano tutte e soltanto accettazione acritica dell'INESSENZIALE? Che aveva acquistato appunto a poco a poco un suo potere sadico, non sempre inconsapevole. Mentre viceversa le mamme in reparto, il rooming-in, l'istituzione dei day-hospital (al di là delle speculazioni che lo corrompono e lo trasformano) sono stati tutti fenomeni dovuti a una sana perdita di rispetto verso alcuni fantasmi, il LETTO e le REGOLE, che trasformavano la degenza in reclusione. Inessenzialità come strumento di confusione e di sopraffazione; eliminazione dell'inessenzialità come strumento di chiarezza e di diritto. (dall'editoriale di F. Panizon: Emiliano Rezza a Catanzaro in: "Medico e Bambino", anno V, n. 9, Milano, novembre 1986, corsivi e maiuscoli sono miei.).
 
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