Alla
madre non si permette di allattarlo per
le prime ventiquattro ore.
Chi può dire che al bambino non
ne derivino danni permanenti?
Oggi in alcuni ospedali si fa in modo
che il bambino possa rimanere con la madre,
e che sia lei personalmente ad occuparsene
per tutto il periodo della degenza.Presentarsi
all'ufficio accettazione della maternità
senza essersi prima resi conto di come
vanno le cose, vuol dire che se ne devono
poi accettare le regole così come
sono. Le
madri che intendono abituare i propri
figli all'autoregolazione dovrebbero guardarsi
dall'andare in un ospedale che non permette
loro di stare nella stessa stanza con
il bambino: in altre parole, un ospedale
che non ammette l'autoregolazione del
neonato.
E'
molto meglio avere il bambino in casa
piuttosto che sottoporlo a una simile
crudeltà. L'alimentazione
a orario fisso, che è stata per
tanto tempo il metodo canonico di dottori
ed infermiere, è stata attaccata
con argomenti così solidi che molti
medici l'hanno abbandonata.
E' una cosa palesemente sbagliata e dannosa.
Se un bambino alle quattro sta piangendo
per la fame e non gli si da da mangiare
fino all'orario indicato dalla tabella,
lo si sottopone ad una disciplina stupida,
crudele e contraria alla vita che provocherà
gravissimi danni al suo sviluppo fisico
e spirituale. Il bambino deve mangiare
quando ha fame. Dapprima sentirà
il bisogno di mangiare di frequente perché
può assorbire solo piccole quantità
di cibo alla volta. Cattiva abitudine
è quella di dare al bambino una
poppata d'acqua alla sera. Durante la
notte, se il bambino ha fame, deve poter
mangiare come al solito. Dopo due o tre
mesi, il bambino imparerà a regolarsi
da solo e potrà mangiare cibo in
maggiore quantità: così
gli intervalli fra le poppate saranno
più lunghi. Per esempio, il bambino
vorrà mangiare fra le dieci e le
undici di sera e fra le cinque e le sei
dei mattino successivo. In questo, non
vi sono naturalmente regole precise, e
fisse. In ogni nursery dovrebbe essere
scritta questa regola fondamentale: Non
si deve lasciar urlare il bambino. Si
deve accudire ai suoi bisogni in ogni
momento. Allevandolo secondo le tabelle
orarie, la madre sarà sempre qualche
passo prima del bambino. Come un esperto
di tempi e metodi saprà esattamente
cosa fare subito dopo. Ma alleverà
un bambino meccanico e condizionato. Un
simile bambino naturalmente darà
pochi fastidi agli adulti, ma a spese
del suo naturale sviluppo. L'autoregolazione
invece, ogni giorno, ogni attimo, diventa
una nuova scoperta per la madre. Perché
allora la madre è sempre un passo
dietro il bambino, e in ogni momento impara
con la continua osservazione: dì
conseguenza se il bambino piange per una
mezz'ora dopo una buona poppata, la madre
dovrà cavarsela da sola, senza
badare a quello che dicono gli specialisti
dì tabelle. E, scomodo? Ha dell'aria
nello stomaco? Oppure vuole mangiare ancora?
Vuole della compagnia perché si
sente solo? La madre dovrebbe reagire
con il suo spontaneo affetto e non secondo
delle regole infelici uscite da qualche
libro. Ogni bambino se lasciato a se stesso
elaborerà la sua tabella personale.
Questo vuol dire che il bambino ha la
capacità di autoregolarsi non solo
durante l'allattamento ma anche dopo,
quando mangerà cibi solidi. Il
vizio di succhiare il pollice fin da grandicelli
o spesso addirittura fino all'adolescenza
è l'ovvio risultato dell'alimentazione
ad orari fissi. Nel succhiare ci sono
due componenti: la fame di cibo ed il
piacere sensuale dell'atto. Quando viene
il momento di mangiare. C'è un
improvviso aumento di piacere orale che
viene soddisfatto prima della fame.
Se il bambino è costretto a gridare
e a piangere perché l'orologio
dice che lui non ha fame, tutte e due
le componenti rimangono insoddisfatte.
Ho visto una madre in una clinica per
la maternità che seguiva le istruzioni
del medico, staccare il bambino dal seno
perché secondo l'orologio il bambino
aveva poppato per un tempo sufficiente.
Non riesco a pensare ad un sistema più
efficace per produrre un bambino difficile.
E' quasi incredibile che i genitori e
medici ignoranti osino intervenire sul
naturale comportamento e sui naturali
impulsi dei bambino, distruggendo la gioia
e la spontaneità con le loro assurde
convinzioni sulla necessità di
guidarlo e di formarlo.
Sono
persone simili che segnano l'inizio dei
malanni di tutta l'umanità, psichici
e somatici.
Più
tardi, scuola e chiesa continueranno il
processo di educazione alla disciplina
e all'odio per il piacere e la libertà.
Una donna ci scrisse una volta per parlarci
del suo piccolo, autoregolato. Quando
iniziò a nutrirsi di cibi solidi
gli si offriva, per esempio, di scegliere
fra cibi diversi e di prenderne la quantità
che desiderava. Se rifiutava un certo
tipo di verdura gliene davano un altro,
oppure poteva addirittura passare al dessert.
Molto spesso, il bambino mangiava la verdura
che aveva rifiutato dopo aver mangiato
il dessert. A volte non mangiava nulla,
un segno sicuro che non aveva fame. Il
pasto successivo lo mangiava con particolare
appetito. Troppo di frequente una madre
crede di conoscere i bisogni del figlio
meglio di lui. Questo non è possibile.
Lo si può dimostrare con facilità
ad esempio riguardo all'alimentazione.
Qualsiasi madre può disporre sulla
tavola, del gelato, dei dolci, del pane
integrale, pomodori, lattuga e altri cibi
e dare quindi una completa libertà
di scelta al figlio. Un bambino normale,
se non si interferisce, imparerà
a scegliere una dieta equilibrata in circa
una settimana. Ho sentito dire che una
cosa simile è emersa anche da una
serie di esperimenti controllati condotti
negli Stati Uniti. A Summerhill diamo
a tutti i bambini anche i più piccini
una completa libertà di scegliere
nel menu giornaliero. Ad ogni pasto c'è
la possibilità di scegliere fra
almeno tre piatti principali. Il risultato,
ovviamente, è che c'è molto
meno spreco a Summerihll che nella maggior
parte delle altre scuole. Ma non è
questa la ragione per cui lo facciamo,
perché preservare il bambino ci
importa assai di più che risparmiare
il cibo. Quando i bambini si nutrono con
una dieta equilibrata i dolci che possono
comprare con i loro spiccioli non possono
far loro male. I bambini amano i dolci
perché il loro organismo ha un
bisogno estremo di zucchero, ed è
giusto che ne mangino. Costringere un
bambino a mangiare uova e prosciutto quando
lui li odia è una pretesa assurda
e crudele. A Zoe fu sempre permesso di
scegliere da sola quello che voleva mangiare.
Quando era raffreddata, mangiava solo
frutta e succhi di frutta senza che noi
glielo suggerissimo. Non mi è mai
capitato di vedere una bambina che mostrasse
meno interesse per il cibo di lei. Una
scatola di cioccolatini sul suo tavolo
avrebbe potuto rimanere intatta per giorni
interi, e i piatti più stuzzicanti
a colazione o a pranzo la lasciavano indifferente.
Se per esempio era seduta per fare colazione
e un bambino la chiamava da fuori per
giocare, lasciava perdere sempre il cibo
e non ritornava più a mangiare.
Siccome le sue condizioni fisiche erano
sempre eccellenti, la cosa non destava
preoccupazioni. Naturalmente, la maggior
parte dei genitori stabilirà il
menu a seconda delle preferenze personali.
Se sono vegetariani, daranno ai figli
cibi vegetariani. Ho notato spesso, tuttavia,
che i figli di genitori vegetariani mangiano
con il massimo gusto piatti di carne.
Da profano qual sono nel campo della dietetica,
ritengo che non importi affatto se un
bambino mangia carne o meno. Finché
la sua dieta sarà bilanciata, la
sua salute sarà con ogni probabilità
ottima. Non sento mai di casi di diarrea
qui a Summerhill, e raramente di casi
di stitichezza. C'è sempre un sacco
di verdura cruda, ma talvolta i nuovi
allievi rifiutano di mangiarla. Di solito,
con l'andar del tempo, gli allievi l'accettano
e cominciano a mangiarla con piacere.
In ogni modo, i bambini di Summerhill
non danno quasi nessuna importanza al
cibo, e così appunto dovrebbe essere.
Il cibo è una grande fonte di piacere
durante la infanzia. Perciò è
cosa importantissima ed essenziale non
angariare i bambini imponendogli di man.giare
secondo l'etichetta. L'amara verità
è che a Summerhill i bambini ai
quali sono stati insegnati i modi più
raffinati sono quelli che si comportano
peggio. Quanto maggiori sono le pretese
e il rigore della famiglia tanto peggiori
diventano i modi dei bambini quando questi
sono liberi di essere se stessi. Non vi
è altro da fare che lasciare che
il bambino sfoghi le sue tendenze represse,
finché non imparerà nell'adolescenza
a sviluppare da solo le proprie buone
abitudini. Il cibo è la cosa più
importante nella vita infantile, molto
più del sesso. Lo stomaco è
egoista ed egocentrico. L'egoismo è
caratteristico dell'infanzia. Un bambino
di dieci anni è molto più
possessivo nei confronti del suo piatto
di montone di quanto un antico capotribù
non fosse nei confronti delle sue donne.
Se si permette al bambino di sfogare il
suo egoismo, come avviene a Summerhill,
l'egoismo si trasforma gradualmente in
altruismo e in interesse per gli altri.