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Una mezz'ora trascorsa con un bambino libero è più convincente di un libro intero di bei ragionamenti. Provare per credere. Non è facile concedere libertà ad un bambino. Vuol dire rinunciare a insegnargli la religione, la politica, la coscienza di classe. Un bambino non può essere veramente libero quando sente il padre inveire contro un certo partito politico, o la madre infierire contro la categoria dei domestici. E' pressoché impossibile impedire ai bambini di adottare nostri atteggiamenti nei confronti della vita. Difficilmente il figlio di un macellaio propugnerà convinzioni vegetariane, a meno che l'autorità paterna non lo spinga ad una forma di opposizione di questo genere. E' proprio l'essenza della società ad essere nemica della libertà. La società la folla è conservatrice e ostile al nuovo. La moda è un tipico esempio della paura della folla per la libertà. La folla vuole l'uniformità. In città io sono considerato un individuo bizzarro perché porto i sandali; nel mio villaggio sarei considerato bizzarro se portassi un cappello a bombetta. Sono pochi gli uomini che hanno il coraggio di non vestire in modo corretto. La legge inglese ? la legge della massa ? proibisce di acquistare sigarette dopo le otto di sera. Non credo che ci sia un solo individuo che approvi questa legge. Come individui però accettiamo tranquillamente anche queste stupide regole di comportamento imposte alla massa. Pochi sarebbero capaci di prendersi la responsabilità di impiccare con le proprie mani un assassino o di consegnare un criminale a quella specie di morte civile che noi chiamiamo prigione. La folla accetta la barbarie della pena di morte e del nostro sistema carcerario perché è priva di coscienza. La folla non ha coscienza ma solo emozioni. Per la folla il criminale rappresenta un pericolo, il modo più semplice per proteggersi è quello di eliminare il pericolo o di rinchiuderlo. Il nostro invecchiato codice penale è basato essenzialmente sulla paura; e il nostro sistema repressivo di educazione è basato sulla paura, sulla paura delle nuove generazioni.
Sir Martin Conway in un suo piacevolissimo libro: La folla in pace e in guerra, fa notare come alle masse piacciano i vecchi. In guerra scelgono generali vecchi; in pace preferiscono dottori vecchi. La folla si attacca ai vecchi perché ha paura dei giovani. L'istinto di conservazione della folla vede nella nuova generazione un pericolo, il pericolo di una folla di giovani rivali che potrebbe distruggere la folla dei vécchi. Nella più piccola " folla " concepibile, la famiglia, ai giovani si nega la libertà per lo stesso motivo. Gli adulti rimangono fedeli ai vecchi valori, ai vecchi valori emotivi. Non vi è un motivo logico per cui un padre debba proibire alla figlia ventunenne di fumare. La proibizione ha radici emotive, conservatrici. Dietro la proibizione c'è la paura: che cosa vorrà fare ancora se adesso le si permette di fare questo? La folla è il guardiano della moralità. Gli adulti hanno paura di concedere libertà ai giovani perché temono che questi facciano tutto ciò che essi avreb~bero voluto fare. L'eterna imposizione delle concezioni e dei valori degli adulti che si attua sui bambini è una grave colpa nei confronti dell'infanzia. Dare la libertà vuole. dire permettere al bambino di vivere la sua vita. Espressa in questo modo sembra una cosa semplice. t solo il nostro modo disastroso di insegnare, di formare, di costringere che ci rende incapaci di concepire quanto la vera libertà sia se ice. Come reagisce il bambino alla libertà? I bambini intelligenti, e anche i bambini un po' meno intelligenti, acquistano qualche cosa di indefinibile che non avevano mai avuto prima. La manifestazione più evidente di questo cambiamento è un aumento della sincerità, della gentilezza e una diminuzione degli impulsi aggressivi. Quando i bambini non sono assoggettati alla paura e alla disciplina non manifestano alcuna forma di aperta aggressività. In tutto il periodo di esistenza di Summerhill mi è capitato solo una volta di vedere un litigio che ebbe come conseguenza dei nasi pesti. C'è sempre qualche piccolo prepotente, perché anche la libertà più completa a scuola non può rimediare completamente alle influenze di una cattiva famiglia. Il carattere acquisito nei primi mesi o nei primi anni di vita può venire modificato dalla libertà ma non completamente cambiato. Il nemico per eccellenza della libertà è la paura. Se si parla di sesso ai bambini, non diventeranno licenziosi? Se si censurano gli spetta,coli, la gente non diventerà immorale? Gli adulti che temono la corruzione della gioventù, sono essi stessi corrotti, proprio come sono corrotti gli sporcaccioni che pretendono che tutti indossino costumi da bagno a due pezzi. Ciò che turba maggiormente una persona è anche ciò che la interessa di più. Il moralista è un libertino che non ha il coraggio di guardare la sua anima messa a nudo. Libertà vuole dire anche vittoria sull'ignoranza. Un uomo libero non ha bisogno di censura né sugli spettacoli né sui costumi. Infatti un uomo libero non ha interesse per le cose sconvenienti perché non può venire turbato da nulla. Gli allievi di Summerhill non sono colpiti da nulla in modo sgradevole, non perché siano abituati al peccato, ma perché hanno avuto modo di superare i loro interessi per le cose sconvenienti e non le ritengono più un argomento degno di conversazione o di scherzo. La gente mi chiede continuamente: " Ma come potranno i vostri allievi adattarsi alle porcherie della vita? " Io spero che questi ragazzi liberi saranno i primi ad abolire le porcherie della vita. Dobbiamo permettere al bambino d'essere egoista, non generoso e libero di seguire lungo tutta l'infanzia i propri interessi infantili. Quando gli interessi individuali e quelli sociali del bambino vengono a conflitto si deve dare la precedenza agli interessi individuali. Nel suo complesso l'idea base di Summerhill è che al bambino bisogna permettere di vivere secondo i propri legittimi e naturali interessi. La scuola dovrebbe rendere facile come un gioco la vita di un bambino. Non voglio dire che si dovrebbe cospargere di rose il suo cammino: il rendere tutto facile è fatale per il carattere, ma la vita di per sé stessa offre tali difficoltà che non è necessario aggiungerne artificialmente di nuove. Credo che sia sbagliato imporre qualsiasi cosa d'autorità. Il bambino non dovrebbe fare nulla finché è dell'opinione, la sua opinione, che la cosa debba essere fatta. La maledizione dell'umanità è la imposizione dall'esterno, provenga essa dal Papa, dallo Stato, dall'insegnante o dai genitori. Non è altro che fascismo in toto. La maggior parte della gente ha bisogno di un dio; come potrebbe essere altrimenti quando la famiglia è retta dalle piccole divinità dei due sessi, divinità che pretendono una perfetta sincerità ed un comportamento moralmente ineccepibile? Libertà significa fare ciò che piace, finché questo non limita la libertà degli altri. Il risultato è l'autodisciplina. La politica educativa nazionale, non permette di vivere liberamente. Si cerca 'di persuadere usando la paura. Ma c'è una grande differenza fra costringere un bambino a non tirare sassi e costringerlo a imparare il latino. Tirare i sassi coinvolge gli altri, ma imparare il latino riguarda solo il bambino. La comunità ha il diritto di restringere la libertà del ragazzo antisociale perché questi interferisce con i diritti degli altri, ma non ha il diritto di obbligare un bambino a imparare il latino perché questa è una faccenda dei tutto individuale. Costringere un bambino a imparare equivale a obbligare un adulto ad adottare una religione mediante una legge del Parlamento. Le due cose sono ugualmente assurde. Da piccolo imparai il latino, o meglio mi diedero dei libri su cui impararlo. Allora non ne ricavavo niente perché i miei interessi erano altrove. All'età di ventuno anni, scoprii che non sarei potuto andare all'università senza sapere il latino. In meno di un anno ne imparai quanto bastava per superare gli esami di ammissione. Era stato l'interesse personale che me lo aveva fatto imparare.
Ogni bambino ha il diritto di indossare vestiti che si possono sporcare senza preoccupazione. Ogni bambino ha il diritto di esprimersi liberamente. Ho sentito per anni ed anni adolescenti rovesciare tutte le imprecazioni che non avevano potuto dire da piccoli. Ciò che sorprende è che nonostante milioni di persone siano state allevate nella paura e nell'odio per il sesso, il mondo non sia più nevrotico di quello che è. Questo per me significa che l'umanità ha la intrinseca capacità di vincere il male che le viene imposto. C'è una lenta tendenza verso la libertà sia In campo sessuale che in tutti gli altri campi. Quando ero piccolo le donne facevano il bagno con le calze e gli abiti lunghi, oggi mettono in mostra le gambe e il corpo. I bambini ottengono sempre più libertà ad ogni generazione. Oggi solamente pochi squilibrati mettono il pepe sul pollice di un bambino per impedirgli di succhiarlo. Oggi, solo in pochi Paesi si permette di picchiare i bambini a scuola. La libertà agisce lentamente; ci vogliono diversi anni perché un bambino capisca che cosa significhi. Chiunque si aspetti dei risultati immediati è un inguaribile ottimista. La libertà, inoltre, funziona meglio con i bambini intelligenti. Vorrei poter dire che, siccome la libertà riguarda principalmente la sfera emotiva, tutti i bambini, intelligenti e no, reagiscono alla libertà allo stesso modo. Ma non è vero. La differenza la si vede per esempio nelle lezioni. Ogni bambino in regime di libertà passa per anni la maggior parte dei tempo a giocare; quando però arriva il momento, i bambini intelligenti si mettono d'impegno e studiano quanto è necessario per ?superare gli esami di stato. In poco più di due anni un ragazzo o una ragazza impareranno quello che un ragazzo sottoposto ad una disciplina rigida riesce ad imparare in otto anni. Un insegnante tradizionale sosterrà che gli esami si superano solo se si costringono i candidati a stare curvi sui libri. 1 nostri risultati provano che con i ragazzi intelligenti questo criterio non vale. In regime di libertà sono solo i bambini intelligenti che riescono ad applicarsi ad uno studio intenso, cosa estremamente difficile all'interno di una comunità che offre tante dichiarazioni. Sono convinto del fatto che, sottoposti ad una rigida disciplina, anche allievi poco dotati riescano a superare gli esami, ma mi chiedo che cosa succederà loro più tardi, nella vita. Se tutte le scuole fossero libere e tutte le lezioni facoltative, credo che i bambini riuscirebbero da soli a trovare ciascuno il proprio posto. Mi sembra di sentire una madre infastidita, intenta a cucinare, mentre il figlio piccolo le arranca intorno mettendo in disordine dappertutto, chiedere irritata: " Ma in definitiva che cos'è l'autoregolazione? Va bene solo per le donne ricche che hanno una bambinaia, ma per le donne come me, si tratta solo di chiacchiere e confusione. "Un'altra potrebbe dirmi: " Mi piacerebbe, ma come posso cominciare? Che libri devo leggere? ".
La risposta è che non esistono libri, oracoli, autorità. C'è solo una piccola minoranza di genitori, di medici, di insegnanti che credono in quella personalità e in quell'essere che chiamiamo bambino, e che sono decisi a non fare nulla che possa distorcere la sua personalità o irrigidire il suo corpo con indebite interferenze. Noi siamo solo persone che ricercano in modo non autoritario alcune verità che riguardano l'umanità intera. Tutto ciò che possiamo offrire sono le nostre osservazioni su bambini cresciuti in libertà
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